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Dalla Stampa del 9 luglio 2015 – CLAUSOLE ESONERO RESPONSABILITÀ NASCOSTE A PASSEGGERI

Se si leggono le clausole di esonero da responsabilità di qualsiasi genere (e quindi soprattutto per i danni alle persone e alle cose) che Uber-Rasier fa sottoscrivere ai propri drivers, non può ignorarsi la forte preoccupazione che deve insorgere a tutela degli ignari passeggeri trasportati, ai quali peraltro nessuna informazione di tal genere viene fornita al momento in cui utilizzano il servizio”.
Lo sottolineano i giudici nell’ ordinanza con cui hanno respinto il reclamo di Uber contro l’ inibizione di Uberpop.
I magistrati sottolineano come “appare di interesse pubblico primario tutelare la sicurezza delle persone trasportate sia tramite garanzie di efficienza delle autovetture utilizzate (collaudi periodici, rinnovo del
veicolo, precisazione delle caratteristiche dello stesso; tutti requisiti richiesti per i taxi); sia tramite garanzie di idoneità, serietà ed equilibrio dei conducenti (limiti di età, esclusione di condanne penali,
esclusione di utilizzo di sostanze stupefacenti e alcoliche, periodiche verifiche psico-attitudinali; anche queste imposte ai taxi); sia infine tramite adeguate coperture assicurative, in primo luogo in termini di
operatività delle stesse per il trasporto di persone, nonché in termini di adeguati massimali di assicurazione rca”. Se i tassisti sono obbligati a ottemperare a tutte queste garanzie, per contro Uber, “il cui trasporto non è a titolo di pura cortesia, ma è invece remunerato e quindi di carattere commerciale”, le ignora tutte perché “tutto è affidato alla volontarietà di colui che si offre come autista”.
E “nessuna avvertenza in tal senso è contenuta nelle informazioni poste sul sito di Uber, né tantomeno viene fornita all’atto della richiesta o dell’accettazione del passaggio.

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