In data 4 ottobre 2023 si è tenuto un incontro con le associazioni nazionali di rappresentanza del settore taxi per valutare l’impatto dell’articolo 3 del cosiddetto “Decreto Asset” ed assumere una posizione politico-sindacale di tipo unitaria.
Le Associazioni scriventi sono ad esprimere una valutazione negativa su un provvedimento scritto forse sull’impulso emotivo dettato da un’attacco mediatico senza precedenti, interrompendo un inizio di confronto che avrebbe dovuto portare al completamento della Legge 02/19 con l’emanazione dei Decreti Attuativi e il DPCM per la regolamentazione delle piattaforme tecnologiche.

Pensiamo che il “Decreto Asset”
necessiti di una rimeditazione, per evitare distorsioni nel Servizio Pubblico non di LInea.
Su questo punto ci siamo fatti portavoce di diverse richieste di intervento, con diversi emendamenti presentati e purtroppo non approvati.

Il testo di legge appena convertito non risolve in maniera incontrovertibile nessun problema così pur apprezzando l’idea di “sburocratizzare” riteniamo troppo rischioso il DL per le motivazioni che già tutti conoscete per i quali, in vista anche dell’adozione degli agognati decreti attuativi su REN, piattaforme tecnologiche di intermediazione e foglio di servizio, abbiamo chiesto l’urgente convocazione di un tavolo con i Ministri competenti, allo scopo di porre rimedio a quanto segnalato e poter affrontare i prossimi interventi tentando di concertare i contenuti, motivo per cui NON SAREMO A PARTECIPARE ALLO SCIOPERO DI DOMANI.

ACAI, CLAAI Unione Artigiani, CNA FITA Taxi, Legacoop Produzione e Servizi, SATAM, SITAN, TAM, Unica CGIL, Unimpresa Mobilità

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